Secondo i funzionari del Dipartimento della salute e dei servizi umani (HHS), la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha bloccato la pubblicazione di numerosi studi che hanno concluso che i vaccini contro il COVID-19 e l’herpes zoster sono sicuri. Questa mossa ha scatenato notevoli controversie all’interno della comunità scientifica, sollevando interrogativi sulla trasparenza delle agenzie sanitarie federali in un panorama politico in evoluzione nella sanità pubblica.
Il conflitto principale: dati contro narrativa
La controversia è incentrata su diversi studi finanziati dai contribuenti che hanno analizzato milioni di cartelle cliniche. Queste analisi hanno costantemente rilevato che gli effetti collaterali gravi dei vaccini erano rari. Nonostante siano stati accettati da riviste sottoposte a revisione paritaria, gli studi sono stati ritirati o soppressi prima della pubblicazione.
Andrew Nixon, portavoce dell’HHS, ha confermato i ritiri, affermando che la FDA ha agito per “proteggere l’integrità del suo processo scientifico”. La giustificazione dell’agenzia era che gli autori avevano tratto “conclusioni generali che non erano supportate dai dati sottostanti”.
Tuttavia, i critici sostengono che questa logica sia un pretesto per sopprimere le prove che contraddicono le attuali narrazioni dell’amministrazione. La decisione evidenzia una crescente tensione tra scoperte scientifiche e messaggi politici all’interno delle politiche sanitarie dell’amministrazione Trump.
Studi chiave sotto esame
Il New York Times ha riferito di casi specifici in cui i risultati a favore della sicurezza sono stati bloccati:
- Studio sulla popolazione anziana: uno studio importante ha esaminato le cartelle cliniche di 7,5 milioni di beneficiari Medicare di età pari o superiore a 65 anni. I ricercatori hanno esaminato 14 potenziali esiti sulla salute, tra cui attacchi di cuore, ictus e sindrome di Guillain-Barré, durante i 21 giorni successivi alla vaccinazione. Lo studio ha rilevato che l’anafilassi era l’unico rischio significativo, colpendo circa un milione di coloro che avevano ricevuto il vaccino Pfizer. La conclusione è stata: “Non è stato osservato alcun altro aumento statisticamente significativo del rischio.”
- Studio sulla popolazione più giovane: un altro studio ha analizzato 4,2 milioni di persone di età compresa tra sei mesi e 64 anni. Ha valutato condizioni come gonfiore del cervello, coaguli di sangue e miocardite. Pur rilevando rari casi di convulsioni legate alla febbre e infiammazione del cuore, lo studio ha sostenuto che “i benefici della vaccinazione superano i rischi.”
- Ricerca sul vaccino contro l’herpes zoster: Sono stati interrotti anche due studi sul vaccino Shingrix. I funzionari non sono riusciti ad approvare gli abstract da sottoporre a una conferenza sulla sicurezza dei farmaci a febbraio, impedendo di fatto che la ricerca raggiungesse la comunità scientifica più ampia.
Reazioni degli esperti e preoccupazioni istituzionali
La soppressione di questi studi ha suscitato aspre critiche da parte di esperti legali e medici che considerano le azioni insolite e potenzialmente dannose per la fiducia del pubblico.
“Il fatto che in un caso questi siano stati accettati da un giornale e che siano aperti a non gradire la conclusione rende il tutto ancora più stridente,” ha detto Dorit Reiss, professoressa di diritto alla UC Law San Francisco specializzata in politiche sui vaccini.
Janet Woodcock, ex vice commissario principale della FDA, ha suggerito un problema sistematico. Ha notato un “modello qui per non far circolare informazioni che potrebbero supportare la sicurezza generale dei vaccini,” attribuendo i blocchi a “razionali metodologiche fornite da portavoce non scienziati”.
Questo incidente avviene in un contesto di crescente reazione contro il segretario dell’HHS Robert F. Kennedy Jr., che ha spesso promosso la retorica anti-vaccini e ridotto i finanziamenti per le iniziative COVID-19. Inoltre, sono state segnalate turbolenze interne alla FDA sotto la guida del Commissario Marty Makary, con le aziende biotecnologiche che hanno espresso frustrazione per quello che percepiscono come un processo di revisione dei farmaci incoerente e politicizzato.
Perché è importante
Il blocco di questi studi non è solo una disputa accademica; ha un impatto sulla comunicazione e sulla fiducia nella sanità pubblica. Quando le agenzie governative sopprimono i dati che sono in linea con il consenso scientifico sulla sicurezza dei vaccini, ciò alimenta la disinformazione e mina la fiducia nelle istituzioni sanitarie pubbliche.
In sintesi: la decisione della FDA di interrompere la pubblicazione di studi che ritengono sicuri i vaccini, nonostante l’accettazione della revisione paritaria, segnala un potenziale spostamento verso la politicizzazione della produzione scientifica, sollevando serie preoccupazioni sul futuro della politica sanitaria basata sull’evidenza negli Stati Uniti.
