I batteri intestinali possono trasformare i melograni in una potente difesa del cuore

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Una nuova ricerca suggerisce che i benefici cardiovascolari derivanti dal consumo di melograni potrebbero non derivare dal frutto stesso, ma da un composto specifico prodotto dai nostri batteri intestinali. Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Cardiff ha identificato l’urolitina A come una molecola chiave che potrebbe proteggere le arterie, ridurre l’infiammazione e prevenire le pericolose rotture della placca che portano ad infarti e ictus.

Il ruolo del microbioma nella salute del cuore

Sebbene i melograni siano noti per contenere punicalagina, un polifenolo legato alla salute del cuore, il corpo umano ha difficoltà ad assorbire direttamente questa grande molecola. Invece, la vera magia avviene nell’intestino.

Quando consumiamo i nutrienti del melograno, i nostri microbi intestinali li scompongono in molecole più piccole e più assorbibili chiamate urolitine. Sono questi metaboliti, piuttosto che i composti originali del frutto, che circolano nel flusso sanguigno per interagire con i nostri tessuti.

“I nostri risultati mostrano che i reali effetti biologici derivano da ciò che i batteri intestinali producono dai composti del melograno, piuttosto che dai composti presenti nel frutto stesso”, afferma il professor Dipak Ramji, autore senior dello studio.

Come l’Urolitina A protegge le arterie

Per capire come funziona questa molecola, i ricercatori hanno testato varie sostanze sulle cellule immunitarie umane e sui vasi sanguigni in un ambiente di laboratorio. Urolitina A è emersa come il composto più efficace, dimostrando diverse funzioni protettive critiche:

  • Riduzione dello stress ossidativo: Riduzione del danno cellulare causato da molecole instabili.
  • Soppressione dell’infiammazione: Diminuzione dell’attività dei geni che innescano le risposte infiammatorie.
  • Limitazione della crescita della placca: Riduce la capacità delle cellule immunitarie di spostarsi nelle pareti dei vasi e diminuisce la quantità di colesterolo assorbita da queste cellule.

I ricercatori sono poi passati ai modelli animali, utilizzando topi con una dieta ricca di grassi per simulare l’aterosclerosi umana (l’accumulo di grassi e colesterolo nelle pareti delle arterie). Dopo dodici settimane di trattamento con urolitina A, i topi hanno mostrato placche più piccole e più stabili.

Fondamentalmente, queste placche contenevano più collagene e cellule muscolari lisce, rendendole “più resistenti”. Questo è fondamentale perché la rottura della placca, ovvero quando un accumulo si rompe, è il fattore scatenante principale della maggior parte degli attacchi cardiaci e degli ictus improvvisi.

Un approccio diverso al colesterolo

Una delle scoperte più sorprendenti dello studio è che l’urolitina A protegge il cuore senza abbassare i livelli di colesterolo nel sangue.

La maggior parte dei trattamenti cardiaci tradizionali si concentra sulla riduzione del colesterolo LDL (il colesterolo “cattivo”) nel sangue. Tuttavia, l’urolitina A sembra agire attraverso un meccanismo diverso: si concentra sulla stabilizzazione della placca stessa e sulla soppressione dell’infiammazione che rende le placche pericolose. Ciò suggerisce una potenziale nuova strada per il trattamento delle malattie cardiovascolari che integra, piuttosto che sostituire, le attuali terapie ipolipemizzanti.

Perché i risultati variano da persona a persona

Lo studio evidenzia anche perché alcune persone potrebbero trarre maggiori benefici da una dieta ricca di melograno rispetto ad altri. Poiché la produzione di urolitina A dipende interamente dalla composizione del microbioma intestinale di un individuo, non tutti possono convertire in modo efficiente i polifenoli del melograno in questa molecola protettiva.

La ricerca ha inoltre rilevato vantaggi sistemici più ampi, tra cui:
Miglioramento della salute dell’intestino: un aumento degli acidi grassi a catena corta benefici.
Riduzione dell’infiammazione sistemica: livelli più bassi di cellule infiammatorie circolanti nel sangue.
Regolazione genetica: La capacità di influenzare centinaia di geni coinvolti nel metabolismo e nella difesa antiossidante.

Conclusione

Sebbene questi risultati siano promettenti, i ricercatori sottolineano che sono ancora necessari studi clinici sull’uomo per confermare questi effetti nelle persone. Se convalidata, l’urolitina A potrebbe aprire la strada a nuove strategie basate sul microbioma per prevenire le malattie cardiache concentrandosi sull’infiammazione e sulla stabilità della placca.