L’astrofotografo Mark Germani ha prodotto una nuova straordinaria immagine dell’ammasso stellare delle Pleiadi, rivelando la formazione celeste circondata da una delicata e spettrale foschia blu. Situato a 445 anni luce dalla Terra nella costellazione del Toro, questo ammasso aperto è l’obiettivo preferito sia degli skywatcher che dei fotografi. Il lavoro di Germani evidenzia non solo la brillantezza delle stelle ma anche la sottile, spesso trascurata, polvere interstellare che le circonda.
Un ammasso di giganti bianco-blu
Le Pleiadi, spesso chiamate le “Sette Sorelle”, sono un’enorme raccolta contenente oltre 1.000 stelle. Tuttavia, il suo soprannome deriva dai suoi sette membri più brillanti: Alcione, Asterope, Merope, Celeno, Elettra, Maia e Taigete. Queste stelle sono prevalentemente di colore blu-bianco, indicando che sono giovani, calde e massicce rispetto alle stelle più vecchie e più fredde come il nostro Sole.
La fotografia di Germani cattura dozzine di queste stelle, mettendo in mostra il denso nucleo dell’ammasso. L’immagine funge da testimonianza visiva della giovinezza del cluster; le Pleiadi sono relativamente giovani in termini cosmici, si stima che abbiano solo circa 100 milioni di anni. Questa giovinezza spiega la prevalenza delle stelle blu, che bruciano rapidamente il loro combustibile e brillano intensamente prima di evolversi in diverse fasi stellari.
Il mistero della Nebulosa Blu
Una delle caratteristiche più sorprendenti dell’immagine di Germani è la vasta nube di nebulose a riflessione che avvolgono le stelle. Secondo la NASA, queste nubi sono costituite da polvere e gas che riflettono preferenzialmente la luce blu emessa dalle stelle calde vicine. Questo effetto di dispersione è simile al motivo per cui il cielo terrestre appare blu durante il giorno.
Perché è importante? Per decenni gli astronomi hanno discusso sull’origine di questa polvere. Le prime teorie suggerivano che si trattasse di materiale residuo della formazione dell’ammasso. Tuttavia, l’attuale consenso indica che le Pleiadi si stanno semplicemente muovendo attraverso una nube interstellare casuale. Le stelle non portano con sé i resti della loro nascita ma attraversano invece una struttura cosmica separata. Le immagini ad alta risoluzione di Germani aiutano a rafforzare questa comprensione rivelando i deboli e sottili dettagli della polvere che potrebbero altrimenti essere eliminati dall’inquinamento luminoso o da apparecchiature di qualità inferiore.
Padronanza tecnica dietro l’immagine
Catturare dettagli così fini ha richiesto uno sforzo significativo e attrezzature specializzate. Germani ha trascorso più di 18 ore a fotografare l’ammasso da Vancouver, in Canada. La sua configurazione includeva un telescopio rifrattore quintuplo Askar SQA55 e una fotocamera astronomica ZWO.
Una decisione chiave nel processo è stata la scelta dei filtri. Germani notò che in precedenza aveva lottato per catturare M45 (la designazione astronomica delle Pleiadi). Per migliorare il risultato, ha abbandonato il filtro standard contro l’inquinamento luminoso in favore di un filtro UV/IR. Questo filtro specifico blocca le lunghezze d’onda ultraviolette e infrarosse, che non contribuiscono al colore visibile ma possono introdurre rumore e sfocatura nei sensori digitali.
“Ho deciso di adottare un approccio diverso con questa immagine, abbandonando il filtro anti-inquinamento luminoso e sostituendolo con un filtro UV/IR nel tentativo di ottenere colori migliori e dettagli più deboli e polverosi,” ha spiegato Germani.
La sessione di imaging è stata suddivisa in sette notti nel mese di gennaio, con ulteriori ore acquisite nel mese di febbraio. Questa tecnica di lunga esposizione consente alla fotocamera di raccogliere abbastanza luce per rivelare le strutture più deboli delle nebulose, invisibili a occhio nudo.
Il cielo notturno che cambia
Per gli astrofili, il tempismo è tutto. Le Pleiadi sono da mesi una caratteristica dominante del cielo invernale, svettanti sopra l’orizzonte. Tuttavia, con il passaggio delle stagioni alla primavera, la visibilità dell’ammasso diminuisce rapidamente.
Alla fine di aprile, le Pleiadi possono essere viste solo in basso sull’orizzonte occidentale, poco dopo il tramonto. Tramonta meno di due ore dopo il sole, rendendo sempre più difficile l’osservazione man mano che il crepuscolo si fa più profondo. La sua partenza segna la transizione verso una nuova serie di highlight celesti, con costellazioni primaverili che sorgono per rivelare diverse meraviglie del cielo profondo, comprese galassie e nebulose lontane.
Conclusione
Marco
