Un’innovativa analisi genetica dei fossili rinvenuti nella grotta di Stajnia in Polonia ha fornito agli scienziati uno sguardo raro e dettagliato su un gruppo coeso di uomini di Neanderthal vissuti circa 100.000 anni fa. A differenza della maggior parte degli studi sui Neanderthal, che si basano su fossili isolati di epoche diverse, questa ricerca offre una “istantanea genetica” di più individui della stessa posizione e periodo di tempo.
Una rara finestra sulle strutture sociali dell’uomo di Neanderthal
Lo studio, pubblicato su Current Biology, ha coinvolto l’analisi del DNA mitocondriale estratto da otto denti di Neanderthal. Questi resti rappresentano almeno sette individui distinti che abitavano la regione a nord dei Carpazi.
Il significato di questa scoperta risiede nella sua coesione. La maggior parte dei dati paleoantropologici sono frammentati, costituiti da singoli fossili sparsi per vaste distanze e millenni. Al contrario, i ritrovamenti della Grotta Stajnia consentono ai ricercatori di ricostruire il profilo genetico di una comunità specifica.
“Per la prima volta siamo in grado di osservare un piccolo gruppo di almeno sette Neanderthal dell’Europa centro-orientale… fornendo un quadro genetico coerente dei Neanderthal in questa parte dell’Europa”, osserva Andrea Picin, professore all’Università di Bologna e coordinatore della ricerca.
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I dati genetici suggeriscono che questi individui non erano solo vicini di casa, ma potenzialmente membri della famiglia. I ricercatori hanno identificato un modello di DNA mitocondriale condiviso tra:
– Due denti giovanili
– Un dente adulto
Questa scoperta fornisce una prova tangibile dei legami familiari all’interno dei gruppi sociali dei Neanderthal, offrendo una comprensione più profonda di come queste popolazioni si organizzavano e si prendevano cura dei loro piccoli.
Mappatura delle antiche migrazioni
La ricerca fa luce anche su come i lignaggi dei Neanderthal si spostarono attraverso il continente. Il DNA mitocondriale ritrovato nel gruppo Stajnia appartiene ad un ramo specifico precedentemente identificato in:
– La penisola iberica
– Francia sud-orientale
– Il Caucaso settentrionale
Questa connessione implica che questo particolare lignaggio materno un tempo era diffuso in tutta l’Eurasia occidentale prima di essere infine sostituito da diverse linee genetiche nelle successive popolazioni di Neanderthal.
Inoltre, lo studio traccia un collegamento con il famoso fossile “Thorin” proveniente dalla grotta Mandrin in Francia. Nonostante sia datato a circa 50.000 anni fa, Thorin condivide un genoma mitocondriale simile con il gruppo Stajnia, suggerendo una continuità genetica a lungo termine o un’ascendenza condivisa attraverso grandi distanze e tempi.
Ridefinire il ruolo dell’Europa centro-orientale
Per molto tempo, molti modelli archeologici hanno considerato l’Europa centro-orientale come una regione periferica, un semplice confine del mondo di Neanderthal. I ritrovamenti della grotta Stajnia mettono in discussione questa nozione.
La presenza di un gruppo così strutturato e geneticamente collegato suggerisce che l’Europa centro-orientale fosse un centro vitale nella storia dei Neanderthal. La regione probabilmente ha svolto un ruolo chiave nel modo in cui queste popolazioni migravano, interagivano e condividevano i progressi tecnologici in tutto il continente europeo.
Una nota sulla precisione scientifica
I ricercatori hanno anche emesso una nota cautelativa riguardo all’interpretazione delle date antiche. Sahra Talamo, professoressa dell’Università di Bologna, ha sottolineato che quando si utilizza la datazione al radiocarbonio vicino ai limiti tecnici, gli scienziati devono stare attenti a non sopravvalutare la precisione. Ciò evidenzia la necessità di integrare l’archeologia, la datazione al radiocarbonio e la genetica per formare un quadro storico accurato.
Conclusione
La scoperta nella grotta di Stajnia trasforma la nostra comprensione della vita di Neanderthal dimostrando che l’Europa centro-orientale era un centro significativo per l’evoluzione umana. Rivelando le connessioni familiari e i lignaggi genetici diffusi, lo studio ci avvicina alla comprensione della complessità sociale e dei modelli migratori dei nostri antichi parenti.






























