Gli scienziati stanno dimostrando che è possibile influenzare il contenuto dei sogni per aiutare nella risoluzione dei problemi, sbloccando potenzialmente un nuovo metodo per stimolare la creatività, trattare gli incubi e persino eliminare le cattive abitudini. L’idea centrale – la riattivazione mirata della memoria – prevede di spingere delicatamente il cervello a lavorare su compiti specifici mentre si dorme, sfruttando il potere unico della mente sognante.
La scienza dietro l’ingegneria dei sogni
I ricercatori hanno sperimentato vari stimoli, inclusi suoni, tatto, movimento e soprattutto odori, per manipolare il contenuto dei sogni. Non si tratta di controllare interamente i sogni; si tratta di guidare sottilmente il cervello a rivisitare i problemi irrisolti durante il sonno REM, la fase in cui i sogni sono più vividi e astratti.
Un recente studio condotto da Karen Konkoly presso la Northwestern University lo ha testato su 20 sognatori lucidi autoidentificati. I partecipanti hanno provato a risolvere i puzzle mentre erano svegli, ciascuno abbinato a una colonna sonora unica. Successivamente, durante il sonno, i ricercatori hanno riprodotto alcune di queste colonne sonore per vedere se avrebbero innescato sogni correlati. I risultati sono stati sorprendenti: circa il 40% di coloro che hanno sognato i puzzle sono stati in grado di risolverli al risveglio, rispetto solo al 17% che non ricordava di averli sognati.
Perché funziona?
La chiave sembra essere il meccanismo di riproduzione naturale del cervello durante il sonno. L’ippocampo, una regione vitale per la memoria, sembra essere indotto con l’inganno a riattivare i ricordi associati al puzzle quando lo stesso stimolo sonoro viene ascoltato durante la fase REM. Questo è noto come riattivazione mirata della memoria.
Konkoly spiega che il sonno REM è un terreno particolarmente fertile per la risoluzione dei problemi: “I sogni REM sono iperassociativi e bizzarri. Mescolano insieme vecchi e nuovi ricordi e mescolano persino ricordi con immaginazione fantastica”. Questo stato mentale meno inibito può consentire al cervello di esplorare soluzioni che altrimenti rimarrebbero nascoste.
Il futuro e le potenziali preoccupazioni
Sebbene promettente, l’ingegneria dei sogni non è priva di domande. I ricercatori ancora non comprendono appieno il motivo per cui gli stimoli sonori a volte funzionano meglio di altri. Konkoly sta studiando attivamente il motivo per cui gli stessi segnali possono produrre risultati diversi nello stesso individuo, con alcuni che mostrano risposte chiare e altri no.
Al di là della scienza, alcuni esperti si preoccupano delle conseguenze indesiderate. Tony Cunningham di Harvard mette in guardia dal rischio di abusi: “I nostri sensi sono già assaliti da ogni direzione da pubblicità, e-mail e stress lavorativo durante le ore di veglia, e il sonno è attualmente una delle poche pause che otteniamo.” La prospettiva che le aziende utilizzino questa tecnologia per la pubblicità mirata è una vera preoccupazione.
Il potenziale dell’ingegneria dei sogni è significativo, ma è necessario affrontare considerazioni etiche per garantire che il sonno rimanga un rifugio dalla manipolazione.
In definitiva, questa ricerca suggerisce che il cervello addormentato non è inattivo; è in grado di risolvere attivamente i problemi, dati gli spunti giusti. Man mano che gli scienziati perfezionano queste tecniche, il confine tra sonno e veglia potrebbe sfumare ulteriormente, offrendo nuove possibilità – e nuove sfide – per la cognizione umana.






























