Per decenni, una popolare teoria evoluzionistica ha spiegato le allergie moderne attraverso un semplice compromesso: il nostro sistema immunitario è stato forgiato in un passato “sporco” pieno di agenti patogeni e oggi reagisce semplicemente in modo eccessivo a fattori scatenanti innocui come pollini o arachidi. Questa idea suggerisce che gli stessi geni che proteggevano i nostri antenati da infezioni mortali sono quelli che causano il malfunzionamento del nostro corpo in un mondo moderno e igienizzato.
Tuttavia, una nuova ricerca sta mettendo in discussione questa narrazione “unilaterale”. Scoperte recenti suggeriscono che l’evoluzione potrebbe essere stata molto più precisa di quanto si pensasse in precedenza, mettendo a punto il sistema immunitario per combattere le malattie senza necessariamente innescare allergie diffuse.
Sfidare la “semplicità” dell’evoluzione
L’ipotesi di lunga data si basava su una chiara osservazione: molte varianti genetiche che aiutano a combattere le infezioni sono anche collegate a malattie autoimmuni, in cui il sistema immunitario attacca erroneamente i tessuti sani del corpo. Il presupposto logico era che, man mano che gli esseri umani si evolvevano per sopravvivere a più agenti patogeni, inavvertitamente “aumentavano” la loro sensibilità immunitaria, portando all’aumento di asma e allergie.
Ma come osserva il genetista evoluzionista Will Barrie dell’Università di Cambridge, questa visione è “troppo semplicistica”. Per comprendere veramente questa relazione, gli scienziati dovevano vedere come questi geni sono cambiati nel corso di migliaia di anni, un’impresa resa possibile solo di recente dalla disponibilità di vasti set di dati sul DNA antico.
L’impatto della rivoluzione agricola
Analizzando i genomi di oltre 15.000 individui vissuti tra 18.000 e 200 anni fa, i ricercatori sono stati in grado di monitorare i cambiamenti della biologia umana durante le principali transizioni storiche, in particolare il passaggio dallo stile di vita di cacciatori-raccoglitori all’agricoltura stanziale.
Un nuovo studio condotto dal genetista di Harvard Javier Maravall López integra questi antichi dati con moderni studi sul rischio di malattie, rivelando un quadro più sfumato dell’adattamento umano:
- Difesa mirata: gli esseri umani hanno conservato varianti genetiche che fornivano protezione contro agenti pesanti come tubercolosi, influenza e agenti patogeni intestinali.
- Il costo della protezione: Come previsto, queste varianti specifiche aumentano il rischio di alcune condizioni immunomediate, come la malattia infiammatoria intestinale.
- Ottimizzazione di precisione: È fondamentale che i dati suggeriscano che l’evoluzione non ha solo reso l’intero sistema immunitario “più forte” o “più reattivo”. Sembra invece che abbia rafforzato le prime linee di difesa, in particolare nei polmoni e nell’intestino, riducendo contemporaneamente l’attività delle molecole di segnalazione che innescano l’infiammazione allergica.
In breve, l’evoluzione potrebbe aver lavorato per bloccare le infezioni in modo più efficace a livello di barriera, riducendo al tempo stesso il rischio di reazioni eccessive a sostanze innocue.
Un sistema immunitario patchwork
Anche se la ricerca fornisce una nuova direzione interessante, rimane una prestampa e non è stata ancora sottoposta a revisione paritaria. Ciò lascia spazio a interpretazioni alternative riguardo ai tempi di questi cambiamenti evolutivi.
Will Barrie suggerisce che potremmo guardare a cicli successivi di compromessi piuttosto che a un’unica soluzione evolutiva. È possibile che:
1. I primi esseri umani: nelle società di cacciatori-raccoglitori, l’evoluzione favoriva risposte immunitarie aggressive e rapide per garantire la sopravvivenza contro infezioni costanti, anche se ciò significava una maggiore infiammazione.
2. Era agricola: man mano che gli stili di vita cambiavano con l’ascesa dell’agricoltura, potrebbero essere emersi nuovi adattamenti per mitigare quelle risposte aggressive.
Se questo è il caso, il sistema immunitario umano non è un’unica macchina ottimizzata, ma un patchwork biologico : una raccolta di diversi adattamenti stratificati uno sull’altro provenienti da diverse epoche della storia umana.
“Non sorprende che il nostro sistema immunitario non abbia il giusto equilibrio nell’ambiente moderno”, afferma Barrie.
Conclusione
Piuttosto che un semplice caso di sistema immunitario “iperattivo”, nuove prove suggeriscono che l’evoluzione ha lavorato attivamente per bilanciare la difesa dalle infezioni con il controllo dell’infiammazione. Le nostre lotte moderne contro le allergie potrebbero non essere un effetto collaterale diretto di germi antichi, ma piuttosto il risultato di una storia evolutiva complessa e multistrato che lotta per trovare l’equilibrio in un mondo in cambiamento.
