Il telescopio Webb individua la “galassia medusa” più distante mai osservata

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Nuove osservazioni del telescopio spaziale James Webb hanno identificato la “galassia medusa” più lontana conosciuta, un corpo celeste che trascina lunghi flussi di gas, osservato mentre esisteva 8,5 miliardi di anni fa. Questa scoperta fornisce informazioni senza precedenti su come le galassie si sono evolute nell’universo primordiale e mette in discussione i modelli esistenti di formazione degli ammassi di galassie.

Cosa sono le galassie meduse?

Queste galassie prendono il nome dalle caratteristiche scie di gas simili a tentacoli che si estendono dietro di loro. Si formano quando le galassie si muovono rapidamente attraverso densi ammassi di galassie, dove il gas circostante agisce come un potente vento, portando via il gas della galassia. L’effetto è chiamato “stripping a pressione d’ariete”.

Dettagli della scoperta

La galassia medusa appena osservata, designata COSMOS2020-635829, è stata trovata nel campo COSMOS, una regione del cielo ampiamente studiata da più telescopi. I ricercatori, guidati dal dottor Ian Roberts dell’Università di Waterloo, stavano sistematicamente cercando nei dati di Webb galassie medusa precedentemente non documentate.

“Abbiamo individuato questa galassia lontana all’inizio della nostra ricerca, e la sua struttura insolita è subito emersa”, ha affermato il dottor Roberts. La galassia presenta una tipica forma a disco con nodi blu luminosi all’interno delle sue scie, che indicano la recente formazione di giovani stelle all’esterno del corpo galattico principale. Ciò conferma che lo stripping del gas sta attivamente innescando la nascita di stelle in queste scie.

Mettere in discussione le convinzioni precedenti

La scoperta mette in discussione l’ipotesi secondo cui gli ammassi di galassie si stavano ancora formando in questo momento della storia cosmica e che lo stripping dovuto alla pressione del pistone fosse un evento raro. I dati suggeriscono che gli ambienti degli ammassi erano già abbastanza difficili da alterare in modo significativo le proprietà delle galassie molto prima di quanto si pensasse in precedenza.

“Questa scoperta mostra che gli ammassi di galassie stavano attivamente trasformando le galassie nell’universo primordiale, probabilmente giocando un ruolo nell’elevato numero di galassie ‘morte’ osservate negli ammassi oggi.”

Implicazioni per comprendere l’evoluzione delle galassie

I risultati suggeriscono che lo stripping della pressione di ariete potrebbe essere stato un meccanismo chiave nel modellare le popolazioni di galassie che vediamo oggi negli ammassi. Studiando queste lontane galassie meduse, gli astronomi possono ricostruire come le strutture galattiche si sono evolute nel corso di miliardi di anni.

Il gruppo di ricerca ha identificato tre informazioni chiave:
– Gli ambienti degli ammassi erano abbastanza ostili da poter spogliare le galassie in una fase precedente.
– Gli ammassi di galassie potrebbero aver alterato le proprietà delle galassie prima del previsto.
– Il processo probabilmente ha contribuito alla formazione della vasta popolazione di galassie inattive presenti negli ammassi moderni.

Lo studio completo è pubblicato sull’Astrophysical Journal. I nuovi dati forniscono una rara visione di come le galassie si sono trasformate nell’Universo primordiale.