Una specie di fiore appena scoperta utilizza un inganno intelligente per garantire la sua impollinazione: emette un profumo che imita i segnali di soccorso delle formiche ferite. Questa insolita strategia attira le mosche, che scambiano l’odore floreale per una potenziale fonte di cibo (tessuto in decomposizione delle formiche) e si posano sul fiore, raccogliendo inavvertitamente il polline nel processo.
La biologia dell’inganno
I ricercatori hanno scoperto che il profumo del fiore contiene composti identici a quelli rilasciati dalle formiche quando vengono ferite o muoiono. Questo inganno chimico sfrutta gli istinti naturali delle mosche, che sono attratte dall’odore della materia in decomposizione come segno di sostanze nutritive disponibili. Il fiore non offre un pasto; invece, le mosche diventano impollinatori inconsapevoli, trasportando il polline ad altri fiori della stessa specie.
Vantaggio evolutivo
Questo comportamento è un esempio di evoluzione in azione. Nel tempo il fiore ha sviluppato questo profumo per aumentare le sue possibilità di riproduzione. La strategia è efficace perché le mosche, guidate dal loro istinto predatorio, danno priorità all’apparente fonte di cibo (l’odore) piuttosto che verificare se è presente una vera formica.
Perché è importante
La scoperta mette in luce l’efficienza complessa e talvolta brutale della selezione naturale. Le piante non si affidano necessariamente ai metodi tradizionali (colori vivaci, nettare dolce) per attirare gli impollinatori. Il mimetismo, anche dei segnali di pericolo, può essere un’ipotesi di grande successo per garantire la sopravvivenza e la riproduzione. Ciò solleva anche interrogativi su come altre specie potrebbero sfruttare strategie ingannevoli simili nei propri percorsi evolutivi.
La capacità del fiore di ingannare gli insetti nell’impollinazione è una testimonianza del potere dei segnali chimici nel mondo naturale. Dimostra che la sopravvivenza non significa sempre offrire qualcosa di vantaggioso; a volte si tratta di sfruttare gli istinti esistenti a proprio vantaggio.
L’inganno del fiore ci ricorda vividamente che la biologia è spesso più astuta che benevola.






























