Come le coste fangose hanno amplificato la distruzione dello tsunami del Giappone del 2011

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Più di 15 anni dopo il catastrofico terremoto e tsunami di Tohoku che colpirono il Giappone, nuove intuizioni scientifiche stanno facendo luce sul motivo per cui il disastro fu così straordinariamente devastante. Ricerche recenti suggeriscono che la composizione della costa giapponese ha giocato un ruolo fondamentale nella portata della tragedia, che causò quasi 20.000 vittime e scatenò la crisi nucleare di Fukushima Daiichi.

La scienza delle onde “gloopy”.

Uno studio condotto da Patrick Sharrocks dell’Università di Leeds, pubblicato sul Journal of the Geological Society, ha identificato un fattore chiave nel potere distruttivo dello tsunami: l’interazione tra l’acqua del mare e la terra.

Analizzando i filmati storici degli elicotteri e confrontando le immagini satellitari “prima e dopo” di Google Earth, i ricercatori sono stati in grado di ricostruire il movimento del fronte dello tsunami. Le loro scoperte rivelano una trasformazione drammatica mentre l’onda si spostava verso l’interno:

  • Fase iniziale: Lo tsunami è iniziato come un flusso di acqua relativamente limpida e in rapido movimento.
  • Trasformazione: Quando l’acqua travolse le risaie ricche di fango e i sedimenti costieri, raccolse enormi quantità di detriti e limo.
  • Fase finale: L’onda si è trasformata in un flusso carico di fango denso, pesante e “cupo”.

Perché la densità è importante

La distinzione tra acqua limpida e acqua carica di fango non è meramente accademica; è una questione di fisica che ha un impatto diretto sulla sicurezza umana.

Nella fluidodinamica, un fluido più denso esercita una forza significativamente maggiore di uno più leggero quando si muove alla stessa velocità. Poiché lo tsunami si è saturato di fango, ha guadagnato una massa immensa. Questa maggiore densità ha fatto sì che il flusso esercitasse una pressione molto più elevata contro le strutture, permettendogli di schiacciare edifici che altrimenti sarebbero potuti sopravvivere a un’onda di acqua di mare standard. Questa forza elevata è la ragione principale del numero sproporzionatamente elevato di feriti e morti registrati durante l’evento.

I ricercatori hanno notato che questo fenomeno è simile alle colate di fango vulcanico (lahar), dove l’acqua si mescola con i sedimenti vulcanici per creare un liquame altamente distruttivo e ad alta densità.

Implicazioni per la futura pianificazione delle catastrofi

Questo studio evidenzia una lacuna critica nel modo in cui attualmente prevediamo i danni dello tsunami. La maggior parte dei modelli tradizionali si concentra sull’altezza e sulla velocità dell’acqua, ma potrebbero non tenere sufficientemente conto della composizione dei sedimenti della costa.

I ricercatori sostengono che le valutazioni del rischio di tsunami devono essere aggiornate per includere:
1. Analisi del suolo costiero: capire se una costa è sabbiosa, rocciosa o ricca di fango.
2. Pianificazione dell’uso del territorio: utilizzo di questi risultati per stabilire dove dovrebbero essere situate le zone residenziali o industriali ad alta densità nelle regioni a rischio di tsunami.

Lo studio suggerisce che la natura stessa del terreno sotto i nostri piedi può trasformare un’alluvione standard in una forza schiacciante ad alto impatto.

Conclusione

Rivelando come i flussi saturi di fango aumentano l’impatto cinetico del