Le nazioni corrono per costruire alternative allo Starlink di Elon Musk

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Il predominio del servizio Internet satellitare Starlink di SpaceX sta provocando una corsa globale tra militari e governi per sviluppare alternative indipendenti. Mentre Starlink fornisce una connettività senza precedenti per la guerra moderna – consentendo intelligence in tempo reale, controllo dei droni e coordinamento sul campo di battaglia – la sua dipendenza da un’unica entità privata controllata da Elon Musk introduce rischi strategici inaccettabili. Le nazioni stanno ora dando priorità all’autosufficienza nelle comunicazioni spaziali, lanciando progetti ambiziosi per evitare la dipendenza da un servizio estero potenzialmente inaffidabile.

L’imperativo strategico: perché la sovranità è importante nello spazio

Le moderne operazioni militari richiedono un utilizzo intensivo di dati. A differenza delle comunicazioni radio tradizionali, che sono vulnerabili ai disturbi, la rete satellitare di Starlink offre una connettività solida e difficile da interrompere. L’accessibilità economica dei ricevitori terrestri significa che anche le piccole unità possono accedere a collegamenti sicuri e ad elevata larghezza di banda. Tuttavia, questa dipendenza da un fornitore commerciale, in particolare da uno guidato da una figura imprevedibile come Musk, è una preoccupazione crescente.

Gli eventi recenti sottolineano questa vulnerabilità: quando la Russia invase l’Ucraina, Starlink fu utilizzato da entrambe le parti. Musk alla fine ha limitato l’accesso russo, secondo quanto riferito, ostacolando il loro coordinamento e dando un vantaggio all’Ucraina. Nessuna grande potenza vuole essere soggetta a un controllo così arbitrario in un conflitto. Questo incidente ha accelerato la spinta verso alternative nazionali.

Progetti globali: dall’Europa alla Cina

Diverse nazioni stanno perseguendo attivamente le proprie costellazioni satellitari:

  • Unione Europea (IRIS²): Prevede una rete di circa 300 satelliti, ma la piena operatività non è prevista prima del 2030.
  • Cina (Guowang e Qianfan): Mira a una massiccia rete di 13.000 satelliti, anche se le attuali implementazioni rimangono limitate.
  • Russia (Sfera): Di fronte a ritardi nella costellazione pianificata, in ritardo rispetto ai concorrenti.
  • Regno Unito: mantiene una partecipazione in OneWeb e sostiene OpenCosmos, una startup finanziata in parte dalla CIA, sottolineando l’importanza strategica della tecnologia.
  • Germania: In trattative per sviluppare una propria rete indipendente.

Questi progetti sono guidati dal desiderio di sovranità nelle infrastrutture critiche. Come osserva Anthony King dell’Università di Exeter, “le superpotenze ricche col tempo riusciranno a recuperare… I cinesi ne avranno uno, e ne hanno uno [di dimensioni attualmente minori], quindi avranno comunicazioni digitali satellitari sicure in qualsiasi conflitto futuro”.

Costi e sfide: la gara non è solo tecnica

Costruire una rete satellitare globale è astronomicamente costoso. Non solo il lancio iniziale è costoso, ma sono necessarie una manutenzione continua e la sostituzione del satellite. Il Regno Unito, ad esempio, non dispone di capacità di lancio indipendenti, il che significa che farebbe sempre affidamento su altre nazioni per mantenere il proprio sistema.

Barry Evans dell’Università del Surrey sottolinea che Starlink beneficia di ingenti finanziamenti del governo statunitense e della sua integrazione con SpaceX, consentendo lanci più economici e veloci. Ciò conferisce a SpaceX un vantaggio significativo rispetto ai concorrenti. Anche Russia e Cina faticano a tenere il passo di Starlink.

L’evoluzione delle comunicazioni militari

Storicamente, gli eserciti facevano affidamento sulla radio, per poi passare a costosi sistemi satellitari proprietari. Starlink democratizza l’accesso alla connettività spaziale, offrendo maggiori capacità a costi inferiori. Ian Muirhead, un veterano delle comunicazioni militari, spiega che l’enorme numero di satelliti Starlink li rende più difficili da neutralizzare in un conflitto. “Poiché ce ne sono molti, non possono semplicemente distruggere un satellite e farla finita: sono sempre in alto.”

In conclusione: Le maggiori potenze mondiali stanno riconoscendo il pericolo strategico di fare affidamento su un’unica entità commerciale per le comunicazioni militari vitali. La corsa per costruire reti satellitari indipendenti è in corso, guidata dalla necessità di sovranità, resilienza e controllo in un panorama geopolitico sempre più contestato.