Edith Flanigen, chimica pioniera, muore a 96 anni

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Edith Flanigen, una chimica molto influente le cui innovazioni nella tecnologia dei setacci molecolari hanno rivoluzionato industrie dalla raffinazione del petrolio alla purificazione dell’acqua, è morta il 6 gennaio a Buffalo, New York, all’età di 96 anni. La sua scomparsa segna la fine di una carriera straordinaria che ha silenziosamente rimodellato prodotti e processi di tutti i giorni.

Dagli smeraldi sintetici alla catalisi industriale

Flanigen iniziò la sua carriera presso la Union Carbide nel 1952, distinguendosi rapidamente come ricercatrice meticolosa e visionaria. Mentre i primi lavori includevano lo sviluppo di smeraldi sintetici – una testimonianza della sua maestria nelle strutture cristalline – i suoi contributi più incisivi arrivarono nel campo delle zeoliti. Le zeoliti sono materiali cristallini con strutture molecolari uniche che agiscono come minuscoli setacci, intrappolando, separando e trasformando le molecole. Questa proprietà le ha rese fondamentali per diverse applicazioni industriali.

Rompere le barriere in un campo dominato dagli uomini

Flanigen ha scalato i ranghi della Union Carbide nonostante i significativi squilibri di genere della metà del XX secolo. Nel 1968, guidò un importante gruppo di ricerca e cinque anni dopo divenne la prima donna ad essere nominata ricercatrice aziendale. Nel 1982, è stata promossa a ricercatore senior aziendale – la posizione tecnica più alta dell’azienda – consolidando il suo status di leader nella chimica dei silicati, nella cristallografia e nella ricerca sui minerali.

Il potere dei setacci molecolari

Il lavoro di Flanigen sulle zeoliti ha portato a scoperte in diversi settori. Le sue innovazioni hanno consentito un cracking più efficiente del petrolio greggio in benzina e carburante diesel, migliorando i rendimenti e riducendo gli sprechi. Le zeoliti sviluppate sotto la sua guida sono diventate essenziali anche nel trattamento delle acque reflue, contribuendo a purificare le riserve idriche, e nei convertitori catalitici per veicoli, riducendo le emissioni nocive.

Secondo colleghi come Bob Bedard, Flanigen non si è limitato a perfezionare i metodi esistenti; ha cambiato radicalmente il campo. “La prima cosa che fece quando fu assunta fu imparare come coltivare le zeoliti a livello industriale”, ricorda Bedard, “In seguito dimostrò che era possibile utilizzare altri elementi, oltre all’alluminio, all’ossigeno e al silicio, per creare una nuova generazione di zeoliti”. Questa espansione della chimica della zeolite ha aperto le porte a innumerevoli applicazioni.

Il lavoro di Flanigen migliorò silenziosamente la produzione di detersivi, plastica e molti altri materiali di uso quotidiano. Ha vissuto a White Plains, New York per molti anni prima di tornare a Buffalo dopo un ictus nel 2021 per vivere con sua sorella, Jane Griffin.

L’eredità di Flanigen non risiede solo nei brevetti che ha ottenuto o nei riconoscimenti ricevuti; è nell’impatto invisibile che la sua ricerca ha sull’efficienza, sulla sostenibilità e sulla qualità di innumerevoli processi industriali che silenziosamente modellano la vita moderna. La sua scomparsa chiude un capitolo dell’innovazione chimica, ma il suo lavoro continua a risuonare nei materiali e nelle tecnologie su cui facciamo affidamento quotidianamente.